Càdine: note sul paese, il territorio, la sua storia

Càdine (forma dialettale Caden), 495 m. s.l.m., 1702 abitanti (dicembre 2023).

Amministrativamente Càdine, già antica Comunità e poi Comune autonomo, fa parte dal 1926 del Comune di Trento, del quale dal 1978 costituisce con Sopramonte, Vìgolo e Baselga la Circoscrizione n. 3 Bondone.

Situato nella zona nord-ovest del Comune di Trento è posto al centro di una modesta conca valliva ai piedi del Monte Bondone, attraversata dal torrente Vela.

Il compatto nucleo antico sorge in massima parte sulla piccola altura centrale (il Dòs di Sant’Èlena; localmente il Dòs per antonomasia) e, tangente al suo lato nord ovest, lungo quella che anticamente e fino al 1840 ca. era la via di comunicazione principale tra Trento e il Trentino sud occidentale (oggi lungo Via della Pòsta e Via del Capitèllo). Alcuni antichi opifici, ora perlopiù trasformati esclusivamente in abitazioni, erano costruiti lungo il corso del Vela (mulini, filatoi, segherie, officine di fabbro)[2].

A partire da metà dell’800, dopo la realizzazione del nuovo tracciato viario principale (dal 1932 ‘Strada statale 45 bis Gardesana occidentale’) che corre immediatamente a nord est dell’antico nucleo abitativo, alcuni esercizi di servizio (trattorie, bar, albergo, ufficio postale, e successivamente e fino al XXI sec. distributori di carburante) sono stati realizzati lungo la stessa.

All’imbocco del Bus de Vela sorge (dal 1860) la tagliata stradale del Forte austriaco (Straßensperre Bus de Vela, denominato ora Forte di Cadine)[3], oggi restaurato e aperto al pubblico, e, più in alto, il Forte di Dòs de Sponde, ora abitazione privata[4].

Dagli anni ’70 del ‘900 il paese (fino allora di ca. 500 abitanti) si è esteso considerevolmente con abitazioni civili in particolare nelle aree precedentemente destinate alla coltivazione, sia a nord est della statale (loc. Coltura, Socòsta, Camàn – qui anche con strutture artigianali e di servizio – San Michél e parzialmente Giàra e Braidón), sia, in misura minore e solo con abitazioni civili, a sud ovest del nucleo antico (loc. Cesure, Capitèl, Masi)[5].

Alle pendici est del Dòs Grum nell’ultimo ventennio del ‘900 è stato costruito il Centro Mariapoli “Chiara Lubich” del Movimento dei Focolari[6].


[1] Testo di Fabrizio Leonardelli realizzato per la Pro loco di Cadine nell’ambito dell’attività promossa e curata dal Gruppo ‘la Regola’ di Cadine.

Avvertenze
Le indicazioni toponomastiche ufficiali (nomi delle vie e macro toponimi) sono riportati in carattere tondo (es.: Càdine; Via Dòs di Sant’Èlena); le denominazioni dialettali sono riportate in corsivo (es.: Caden, Pontare).
Di ogni toponimo o voce dialettale plurisillaba è riportato secondo l’uso locale l’accento solo se questo cade in posizione diversa dalla penultima sillaba, ma per le vocali e e o è segnalato in ogni caso il timbro aperto (grave: è, ò).
Nei termini dialettali la s sonora (o dolce) intervocalica è riportata così: s(s); esempio: Pas(s)ièl.

[2] Cfr. Gruppo “la Regola”, Cadine, Lungo il torrente Vela, 2008, p. 21-81.

[3 https://museostorico.it/location/forte-di-cadine/

[4] Opere di fortificazione e difesa militari austroungariche sono diffuse nelle aree montuose contermini del Sorasàs (a nord) e di Gróa (verso sud). A riguardo cfr. Jeschkeit, Il fronte occidentale della Fortezza di Trento, 2012.

[5] Su caratteristiche generali e trasformazioni dell’abitato cfr. R. Cimadom, Cadine, crescita e trasformazione, 1988.

[6] https://www.centromariapolitrento.it/storia/

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